L’arte da bella si fa “buona” nei dieci “ristomusei” del mondo

di Antonella Lombardi

Per Daniel Pennac «in cucina funziona come nelle più belle opere d’arte». Provate a verificarlo in  questi 10 «ristomusei». Cucina mediterranea e vetrate a vista caratterizzano il Mirador del Palau, a Barcellona, mentre a Doha, all’interno del Museo d’Arte Islamica l’architetto Philippe Starck ha progettato in bianco e nero il ristorante curato da Alain Ducasse.

Crocchette di anatra, tapas e condimenti serviti all’interno di una cassetta del pronto soccorso sono le curiosità del Museu da Farmacia a Lisbona. Dopo aver visto i capolavori dell’arte fiamminga, fate una sosta al ristorante del Rijcksmuseum di Amsterdam, con prelibatezze a chilometro zero.

Lusso minimalista nei toni grigi e verdi al Monsieur Bleu di Parigi, dove gustare tonno in crosta di sesamo e pavlova con vista mozzafiato sulla torre Eiffel. Al ristorante M.Wells Dinette, a New York, mangerete seduti tra autentici banchi di scuola.

Tempura di gamberi e foie gras vanno provati al ristorante Georges del Centre Pompidou di Parigi. È lo chef Antonello Colonna a curare i piatti dell’Open Colonna nel roof Garden del Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Cibo italiano da provare nella Grande Mela al Caffè storico della New York Historical Society. Cucina e location avveniristica, infine, al Gather by D’Amico di Minneapolis, nel Walker Art Center.

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