Decreto Riaperture: il settore del Matrimonio è il grande assente

All’indomani dall’approvazione del decreto Riaperture da parte del Governo, nessun accenno alla ripartenza del settore del Matrimonio e degli Eventi.

Un silenzio assordante, per oltre mezzo milione di lavoratori fermi da 14 mesi, a cui gli operatori rispondono scendendo in piazza: lunedì flashmob in 12 piazze d’Italia.


In un’Italia che tenta di ripartire, tra decreti, coprifuoco e dichiarazioni d’intenti, c’è un grande assente nei piani messi in campo sino ad ora: il settore del Matrimonio.

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All’indomani dell’approvazione del decreto Riaperture da parte del Governo, non una parola né un cenno di riferimento alla possibilità di ritornare a festeggiare nozze ed eventi privati.

Neppure con tutte le limitazioni del caso e nel rispetto dei protocolli più rigidi e stringenti a cui si è lavorato negli ultimi mesi.

Decreto Riaperture, settore Matrimonio fermo da 14 mesi

Un silenzio assordante che, tradotto in numeri, equivale ad oltre 50 mila operatori economici e più di mezzo milione di lavoratori fermi da 14 mesi.

“Imprese e professionisti che fino al 2019 con la loro attività creavano un giro di affari da circa 60 miliardi all’anno, drammaticamente ridotto del 90 percento”, sottolineano Serena Ranieri, Michele Boccardi e Adriano Ceccotti, in rappresentanza rispettivamente di Federmep, Assoeventi e Feu.

Un silenzio assordante che, dall’altro lato, pesa come un macigno sulle migliaia di coppie di futuri sposi che – ad un passo dall’inizio della stagione dei matrimoni – non sanno ancora se, quando e come potranno pronunciare il loro Sì.

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“Noi siamo qui! Esistiamo anche noi! La nostra vita non può fermarsi”, si legge sul profilo Instagram del gruppo Spose Guerriere. “I nostri matrimoni non possono essere rinviati per sempre!”.

E al silenzio non si può che rispondere con le parole. Alzando la voce. 

Così, lunedì prossimo, a partire dalle 11, in 12 piazze italiane saranno organizzati altrettanti flashmob da Unanime, la confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto, in collaborazione con Federmep, Assoeventi e Feu.

Unanime: lunedì flashmob in 12 piazze d’Italia

Questo il calendario:

  • EMILIA ROMAGNA – Bologna, Piazza Aldo Moro 50, dalle 12.00-14.00
  • PIEMONTE – Torino, Piazza Castello, ore 12.30-14.30
  • VENETO – Venezia, Campo San Geremia, ore 11,00 -14,00
  • PUGLIA – Bari, Lungomare Nazaro Sauro 33, ore 10,00 – 14,00
  • MOLISE – Campobasso, via IV Novembre, ore 12,00 -14,00
  • SICILIA – Palermo, Piazza indipendenza 21, ore 12,00 -14,00
  • TOSCANA – Firenze, Piazza Duomo 10, ore 12,00 -14,00
  • LOMBARDIA – Milano, Piazza Lombardia 1, lato Via Galvani, ore 12,00 -14,00
  • SARDEGNA – Cagliari, via Roma 25, ore 12,00 -14,00
  • FRIULI VENEZIA GIULIA – Udine, Via Sabbadini 31, ore 12,00 -14,30

“Nonostante le garanzie a tutela della salute pubblica contenute nel protocollo che abbiamo presentato alle istituzioni – continuano Ranieri, Boccardi e Ceccotti -, il Governo ha inspiegabilmente deciso di non indicare nessuna data per la ripresa dei matrimoni e degli altri eventi privati, cancellando di fatto anche la stagione estiva”.

Una scelta che, se non subirà modifiche, avrà conseguenze pesantissime per il settore: “Un calo del fatturato di circa il 40 percento sul già devastante 2020 e una perdita sul 2019 di circa il 95 percento”. 

“Ora si approvi il protocollo per la ripartenza”

Da qui alle richieste che saranno avanzate lunedì in piazza, il passo è brevissimo.
Approvazione del protocollo per la ripartenza e conseguente ripresa dei matrimoni e degli eventi privati, adeguamento del fondo e accelerazione nella liquidazione dei ristori, attivazione di una class action”, si legge in una nota a mezzo stampa degli operatori del settore Matrimoni ed Eventi. 

Alla luce dell’ultimo decreto siamo i più colpiti dalle restrizioni imposte dai Governi e pretendiamo risarcimenti adeguati, non le briciole arrivate sino ad ora. Gli emendamenti al decreto Sostegni sono un timido passo: quello definitivo è contenuto nella class action che stiamo predisponendo”, concludono Ranieri, Boccardi e Ceccotti

Matrimoni ancora fermi, le reazioni politiche

“Forte delusione” per una mancata ripartenza del settore è stata espressa nelle scorse ore da deputati del Movimento 5 Stelle, molti già firmatari di una lettera per sollecitare l’avvio di una rapida valutazione tecnica in relazione alla possibilità di una progressivo ripartenza, in sicurezza, del settore.

“Sartorie, negozi di abbigliamento, fioristi, fotografi, tipografie, ristorazione, pasticcerie, parrucchieri, estetiste, gioiellerie, bomboniere, allestimenti, agenzie di eventi, agenzie di viaggi, affitti sale ricevimenti: sono solo alcune delle professioni e delle attività coinvolte nella filiera del Wedding che versano in gravissima difficoltà”, dichiarano dal M5S. 

“La priorità, ora, è individuare una strada per consentire il riavvio in sicurezza di una filiera strategica per l’economia, fornendo nel contempo certezze al settore che vive di programmazione e investimenti, e salvaguardando i posti di lavoro”.

“Ancora una volta interi settori, come quello dell’organizzazione matrimoni, vengono lasciati in ginocchio e senza risposte – ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni -. Chiediamo al Governo che questo comparto, che rappresenta in Italia migliaia di posti di lavoro, riceva immediatamente una data precisa per poter ricominciare a lavorare in sicurezza con appositi protocolli”.

“Questo trattamento nei confronti di chi ha già subito enormi perdite, anche a causa di misure illogiche e contraddittorie, è inaccettabile”, conclude Meloni.

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