Si chiudono con un bilancio denso di spunti i WIM Teas 2026. Ecco cosa è emerso nel corso delle tappe estere del WIM tour. (in cover e nell’articolo, foto via ufficio stampa)
Creatività e heritage restano gli asset imbattibili in Italia, ma servono processi condivisi, standard comuni e una filiera sempre più strutturata per competere nel mercato dei Destination Wedding e dei private events internazionali.
Questi i punti principali del quadro emerso nel corso dei WIM Teas.
Un quadro articolato, sfaccettato, ma attraversato da un filo conduttore ben preciso: l’Italia continua a essere percepita come sinonimo di design, cultura estetica e capacità creativa, ma i player internazionali chiedono oggi un sistema più solido, leggibile e affidabile.
WIM Teas 2026, l’osservatorio sui mercati globali del Wedding
Il format dei WIM Teas ha portato il tour in quattro hub chiave per il settore eventi: New York, Dubai, New Delhi e Londra.
Un viaggio mirato, pensato per intercettare aspettative, criticità operative e nuove traiettorie di sviluppo dei mercati esteri nei confronti dell’Italia come destinazione per Destination Wedding e grandi eventi privati.
Al centro del confronto, la necessità di superare una frammentazione che rischia di indebolire la competitività del comparto, favorendo invece modelli collaborativi, strumenti comuni e una maggiore consapevolezza di filiera.

Cosa chiedono i mercati internazionali del Wedding?
Le tappe del tour si sono trasformate in veri spazi di dialogo professionale, rafforzando relazioni di fiducia con planner, agenzie e stakeholder locali.
Sono stati quattro i pilastri che hanno guidato il confronto lungo tutto il tour: identità e professionalizzazione, per rafforzare competenze e consapevolezza di filiera; trasparenza della supply chain, per rendere i processi più fluidi e affidabili; formazione e strumenti condivisi, per allineare il mercato su standard comuni; valore della community, intesa come leva strategica di crescita collettiva
E infatti, in ogni città, è emersa con forza la stessa esigenza di fare community in modo strutturato, abbandonando logiche di competizione sterile per abbracciare una visione condivisa fatta di metodo, dati e progettualità a lungo termine.
Non sono mancate, però, differenze significative tra i mercati:
- nei contesti nordamericani domina l’attenzione a budget, pianificazione e controllo dei processi;
- in Medio Oriente le aspettative si concentrano su livelli altissimi di servizio, design ed entertainment;
- in India emerge la complessità culturale e organizzativa di un sistema in cui il Wedding rappresenta una vera industria sociale, con dinamiche proprie e altamente strutturate.

Verso il WIM Event 2026 e i WIM Insights
Il tour ha registrato anche un crescente coinvolgimento della community internazionale, con nuove adesioni ai programmi WIM, una partecipazione attiva alle survey e una presenza sempre più globale attesa al prossimo WIM Event 2026.
Le riflessioni raccolte confluiranno ora nei WIM Insights, il programma di ricerca che trasforma l’esperienza sul campo in report, webinar e strumenti operativi pensati per rendere i mercati internazionali più comprensibili, connessi e accessibili.
Un patrimonio di dati e visioni che punta a facilitare collaborazioni più efficaci e sostenibili tra operatori italiani e buyer esteri.
WIM Tour 2026, tutte le tappe in programma
Parallelamente, il viaggio continua sul territorio nazionale con 14 tappe italiane, pensate come momenti di incontro reale tra persone, competenze e visioni.
Dopo l’appuntamento di Catania dello scorso 9 febbraio, il calendario italiano proseguirà con le tappe di:
- Venezia (19 febbraio, data in aggiornamento);
- Roma – 25 febbraio;
- Conegliano;
- Milano – 11 marzo;
- Torino – 16 marzo;
- Lago Maggiore – 17 marzo;
- Siena – 20 marzo (con una tappa speciale dedicata alle ricerche WIM Insights);
- Umbria – 24 marzo;
- Campania – 31 marzo;
- Puglia – 1 aprile;
- Parma – 8–9 aprile;
- Sirolo – 28 aprile;
- Lucca – 5 maggio.
Non semplici appuntamenti, ma occasioni per far dialogare imprese, creativi e operatori del settore, valorizzando le eccellenze locali dentro una prospettiva sempre più internazionale.
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