Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, l’Antiquarium Comunale di Centuripe ospiterà la mostra “Sicilia. Un’isola, tante Sicilie” di Armando Rotoletti, un racconto per immagini che, tra memoria e identità, riflette anche su un modo più autentico e contemporaneo di interpretare la fotografia nel matrimonio.
La mostra è organizzata dal Comune di Centuripe in collaborazione con Rjma Progetti culturali ed è realizzata grazie al contributo dell’Assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana. (In cover, foto via @armandorotoletti \ instagram)
Con la mostra “Sicilia. Un’isola, tante Sicilie”, il fotografo Armando Rotoletti porta all’Antiquarium Comunale di Centuripe oltre trent’anni di ricerca visiva sull’isola, costruendo un racconto fatto di volti, gesti e rituali.
Uno sguardo che, pur nascendo in ambito documentario, si avvicina oggi alla sensibilità della fotografia di matrimonio contemporanea, sempre più orientata verso autenticità, racconto e attenzione alle emozioni reali.
Fotografia, memoria e patrimonio culturale nella mostra di Armando Rotoletti a Centuripe
Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, l’Antiquarium Comunale di Centuripe ospiterà la mostra “Sicilia. Un’isola, tante Sicilie” di Armando Rotoletti, un’opera di grande valore dedicata alla Sicilia, frutto di oltre trent’anni di ricerca e di un legame personale, profondo e continuo con l’isola.
Il progetto nasce dall’idea che la fotografia possa essere uno strumento di indagine sul territorio, capace di raccontare memoria, identità e trasformazioni sociali. Non solo immagini, ma interpretazioni articolate di un contesto storico e culturale complesso.
“Questa mostra, rappresenta un esempio virtuoso di come la fotografia possa diventare strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L’opera di Rotoletti restituisce alla Sicilia uno sguardo consapevole e stratificato, capace di mettere in luce la ricchezza delle nostre identità e di trasformarla in occasione di crescita culturale e civile”, ha dichiarato l’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato.
La scelta del bianco e nero rafforza questa dimensione, sospendendo le immagini in un tempo indefinito e invitando lo spettatore a interrogarsi sul presente attraverso tracce del passato. La fotografia diventa così strumento di indagine e valorizzazione del patrimonio culturale, capace di restituire la ricchezza e la pluralità delle “tante Sicilie”.


Centuripe e la Sicilia meno conosciuta
Oltre a raccontare l’isola in generale, la mostra valorizza luoghi meno battuti, come Centuripe, tra Enna e Catania, città ricca di storia e patrimonio culturale. “Accogliere a Centuripe un progetto di tale spessore, ha affermato il Sindaco Salvatore La Spina, significa rafforzare il ruolo della nostra comunità come luogo di produzione culturale e di riflessione sull’identità siciliana. L’ Antiquarium conferma il suo ruolo di spazio vivo, in cui memoria, arte e territorio dialogano con le massime espressioni d’arte”.
Centuripe diventa così simbolo di una Sicilia che sorprende, dove l’arte, la memoria e la quotidianità si fondono, offrendo spunti originali anche per matrimoni che uniscono bellezza visiva e autenticità culturale.

Ritratto e identità: lo sguardo umano nella fotografia di matrimonio
Al centro del lavoro di Armando Rotoletti c’è da sempre l’attenzione per le persone: volti, gesti, relazioni diventano elementi fondamentali di una narrazione visiva che mette al primo piano l’identità. Fotografo e ritrattista, Rotoletti ha costruito nel tempo un linguaggio capace di restituire l’umanità dei soggetti con uno sguardo attento e mai invasivo.
Questo approccio supera la semplice documentazione per entrare in una dimensione più intima, dove ogni immagine restituisce una presenza, una storia, un contesto. È uno sguardo che si avvicina al reportage, capace di osservare riti e dinamiche collettive come espressione culturale, come dimostrano anche i suoi lavori dedicati a contesti internazionali.
Uno sguardo che trova oggi una naturale affinità con la fotografia di matrimonio contemporanea, sempre più orientata verso il ritratto autentico e la valorizzazione delle emozioni reali. Non più immagini costruite, ma racconti visivi capaci di cogliere la spontaneità dei momenti e la profondità delle relazioni.
In questo senso, il matrimonio diventa a sua volta un racconto umano e sociale: un insieme di gesti, rituali e legami che la fotografia è chiamata a interpretare, restituendo non solo l’evento, ma l’identità delle persone che lo vivono.




















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