Presentato a Palazzo Reale di Milano, il progetto “Passerella Mediterranea – donne NON pupe 2026”, l’evento annuale che valorizza le eccellenze pugliesi tra moda sposa, artigianato, cultura e impegno sociale.
L’undicesima edizione, con al centro donne, identità e territorio, si terrà il prossimo ottobre a Grottaglie. (in cover e nell’articolo foto via ufficio stampa)
In programma dal 15 al 18 ottobre, torna “Passerella Mediterranea – Donne NON pupe“, il progetto culturale che intreccia moda, Wedding, artigianato e impegno sociale, creando un dialogo tra Puglia, Mediterraneo e Milano e ponendo al centro le donne come protagoniste del cambiamento.
L’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Puglia e da numerosi partner istituzionali. Significativo il supporto del Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie e il riconoscimento dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che ha ospitato la presentazione negli spazi di Palazzo Reale.
Passerella Mediterranea – Donne NON Pupe 2026, la nuova edizione
Giunta alla sua undicesima edizione, Passerella Mediterranea 2026, ideata dalla stilista Carmela Comes e promossa da Urban Events in collaborazione con il Comune di Grottaglie, con il patrocinio della Regione Puglia, unisce cultura, territorio e maestria del saper fare, favorendo un dialogo autentico tra Nord e Sud.

Inserita nella narrazione di Milano Set Mediterraneo – la Puglia, il paese delle meraviglie, la manifestazione si configura come un sistema di relazioni capace di rafforzare il posizionamento della regione come destinazione d’eccellenza per il Luxury Wedding.
Al centro dell’iniziativa si colloca la cultura del know-how produttivo, dalle ceramiche artistiche di Grottaglie, con la “pupa” simbolo del progetto e icona di identità e trasformazione, all’alta sartoria sposa, espressione di ricerca ed eleganza contemporanea.
Senza trascurare le luminarie artistiche che rivelano l’identità del territorio e le masserie trasformate in location esclusive, simbolo di accoglienza e qualità internazionale.

“La Puglia che vogliamo raccontare al mondo parte dalle persone che la abitano. Dalle mani di chi lavora la ceramica, cuce un abito da sposa, intreccia le luminarie”, ha dichiarato l’Assessore al Turismo Regione Puglia, Graziamaria Starace.

“Da undici anni Passerella Mediterranea – Donne NON pupe costruisce questa narrazione con continuità e con radici vere. Arriva a Palazzo Reale con qualcosa di preciso: la storia di donne che hanno scelto di essere protagoniste. Portatrici di mestiere, di coraggio, di identità. Non una rappresentazione, una presenza. La Regione Puglia sostiene questo progetto perché si riconosce in quella scelta. Promuovere il territorio significa partire dalle persone reali, da quello che sanno fare, da quello che sono”, ha concluso l’Assessore.
“Donne NON pupe”: il premio che celebra le protagoniste del cambiamento e unisce sport, cultura e impegno sociale
Cuore simbolico del progetto è il Premio “Donne NON pupe”, ideato da Carmela Comes, che ogni anno celebra donne che si sono distinte per l’impegno sociale e culturale, con particolare attenzione al contrasto alla violenza di genere e alla valorizzazione del ruolo femminile.
Un riconoscimento che non si limita a premiare, ma che si fa strumento di cambiamento culturale.
“Ciò che rende speciale Passerella Mediterranea – Donne NON pupe – ha dichiarato Nevio D’Arpa, CEO e Co-founder BMT Italia – è il modo in cui restituisce alle donne il loro ruolo autentico, rendendole protagoniste di cambiamento, custodi di identità e motore di crescita culturale. Inoltre, questa iniziativa dimostra che la Puglia oggi non è solo una destinazione, ma un contenuto culturale vivo, capace di dialogare con Milano e con i grandi mercati”.
“Da anni – ha sottolineato D’Arpa – con BTM Italia lavoriamo per mettere in relazione territori, attrarre visioni e generare valore e comunicare iniziative come questa significa andare oltre il racconto, creando connessioni e opportunità reali”.
Il Premio 2026: lo sport come simbolo di resilienza e inclusione
Per l’edizione 2026, il riconoscimento sarà conferito a una campionessa olimpionica plurimedagliata, scelta che rafforza il legame tra sport e valori sociali come resilienza, inclusione e rispetto.

Lo sport, nella sua dimensione educativa e culturale, diventa così veicolo privilegiato di narrazione e trasformazione.
“Desideriamo sviluppare nuove connessioni artistiche tra Milano e la Puglia, all’insegna dell’arte e delle eccellenze dei due territori – ha sottolineato Damiano Comes, CEO di Urban Events -. L’obiettivo è costruire un percorso strutturato di eventi e iniziative dedicate alla promozione dell’artigianato e del patrimonio pugliese a Milano, valorizzando non solo l’alto artigianato ma anche lo sport come linguaggio culturale e strumento di relazione”.
“Accanto alla dimensione creativa e produttiva – ha aggiunto -, il progetto attribuisce un ruolo centrale al sociale, promuovendo la cultura come spazio di inclusione, partecipazione e valorizzazione delle comunità, capace di generare connessioni autentiche e durature tra territori e persone”.

Verso una nuova etica del Mediterraneo
L’iniziativa guarda anche al futuro, inserendosi nel contesto dei grandi eventi sportivi internazionali che vedono l’Italia protagonista, tra cui le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina e, prossimamente, i Giochi del Mediterraneo in Puglia.
Passerella Mediterranea si configura come elemento di connessione tra questi due grandi eventi con l’obiettivo che diventino un driver di cambiamento verso una società sempre più inclusiva.
“La fondazione Milano-Cortina 2026 sin dall’inizio ha scelto la parità di genere come uno dei pilastri della propria azione sulla sostenibilità sociale con risultati straordinari, ospitando la versione più paritaria dei giochi olimpici invernali, superando il record del 47% di partecipazione femminile, anche grazie al supporto del Comitato Olimpico Internazionale”- ha dichiarato Greta Barbone, Human Rights Manager di Fondazione Milano-Cortina 2026-.

In questo scenario nasce la Carta Etica di Taranto e del Mediterraneo “Educazione allo sport libero da stereotipi”, sviluppata in collaborazione con l’Università del Salento: un documento che promuove inclusione, rispetto e responsabilità sociale, affidando agli atleti il ruolo di veri e propri ambasciatori di questi valori.
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