Il matrimonio di Francesco Mencucci e Alessandro si è svolto il 10 aprile a Montecosaro. Non un semplice evento, ma un racconto intimo. Un’esperienza da attraversare, dove ogni elemento smette di decorare e inizia, semplicemente, a raccontare. (In cover e nell’articolo, photo Fotosam)
Ci sono matrimoni che si raccontano. E poi ci sono matrimoni che si vivono.
Quello di Francesco e Alessandro non nasce come evento, ma come necessità. La necessità di dare forma a qualcosa di invisibile: una biografia emotiva, fatta di legami, intuizioni, stratificazioni interiori. Non un progetto estetico, ma un atto profondamente personale.
Gli spazi non accolgono, ma parlano. Le persone non assistono, ma partecipano. È un matrimonio che va oltre la superficie, per toccare, con delicatezza, ciò che resta davvero.


Francesco Mencucci è un Wedding designer. È abituato a immaginare, costruire, controllare. Ma questa volta no. Questa volta, appena sceso dalla macchina, si è fermato. E si è commosso.
«Hanno vinto le emozioni. Sono uscito dalla macchina e subito ho avuto le lacrime agli occhi». Una frase che dice molto, e molto di più. Perché tra il progetto e la vita, tra il disegno e il sentire, alla fine è l’emozione a restare. E a vincere.


Francesco e Alessandro, l’amore che prende forma
Nel Giardino dei Poveri, venerdì 10 aprile, il tempo sembra fermarsi.
Una struttura scultorea di rami di cotone ha accolto gli ospiti e ha reso tutto più elegante: lo spazio si è aperto all’autenticità. Non c’è rappresentazione, ma verità. Non c’è scena, ma presenza.
È l’inizio del matrimonio di Francesco e Alessandro. Un momento emozionante. Elegante. Un momento che sa di bellezza.


E così, Francesco e Alessandro, sotto gli occhi emozionati degli invitati, si sono scambiati le promesse.
«Prima la voce. Poi tu. Hai avuto la forza di cambiare tutto. Quel modo di storpiare le parole sapendo esattamente dove sta andando. Due mondi forti. Siamo caduti tutti e due. E lì, ho visto chi sei. Non quando era facile ma quando non lo era più. Hai teso la mano».
«Ti ho scelto esattamente così. Non nonostante. Ma così. Ti prometto una cosa sola. Mi impegno a sceglierti ogni giorno. Anche i giorni in cui sarà difficile. Specialmente quelli» ha concluso Francesco.
«Il futuro è così. Ha la forma di Francesco. Ma sopra ogni cosa, ha lo spirito del suo amore. Enorme» – ha detto, emozionato, Alessandro.



Matrimonio Francesco Mencucci: oltre la forma, dentro l’essenza
Dopo le promesse, gli invitati si sono spostati per l’aperitivo all’Orto dei Frati.
Un allestimento elegante con due isole floreali, irregolari, dai bordi organici, che non si toccano mai davvero. Eppure dialogano. Si cercano. Esistono l’una in relazione all’altra.
È una metafora sottile e potentissima: le relazioni sono traiettorie libere.
Tulipani, iris blu, fresie gialle, fritillaria meleagris sono i fiori scelti per interpretare lo spazio e far in modo che tutti gli invitati si trovassero a loro agio in uno spazio indimenticabile.


Allestimento matrimonio, un equilibrio di luce e carattere
La cena è un luogo interiore, quasi cinematografico. Le suggestioni, Romeo + Julietdi Baz Luhrmann e Basquiat di Julian Schnabel, non si dichiarano mai apertamente, ma sono un segno intangibile.
I tavoli raccontano l’eleganza che da sempre contraddistingue lo stile di Mencucci: iris e tulipani si intrecciano a candele nere e contenitori scuri in legno.


La bellezza non si impone. Si lascia scoprire. È il momento in cui tutto si fa intimo, quasi vulnerabile. Dove ogni dettaglio diventa una soglia emotiva.


Wedding party, quando l’amore diventa energia
La festa prende forma come un vero e proprio spettacolo ne I Magazzini, in cui ogni elemento ha creato un’energia palpabile, quasi fisica.
Gli ospiti si sono lasciati andare seguendo il ritmo. Trasportati dalle emozioni. Si ride, si danza, ci si incontra.


E alla fine, resta quella sensazione rara e preziosa: di aver preso parte a qualcosa di autentico.
Un momento condiviso, in cui davvero, e profondamente, le emozioni sono state le vere protagoniste.



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