Dall’alta sartoria sposa alle tradizioni artigianali, passando per luoghi suggestivi, incontri e iniziative dedicate al talento femminile.
Quattro giorni, dal 15 al 18 ottobre, per raccontare la maestria della designer e stilista Carmela Comes, che ha ideato il progetto: Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026 ha trasformato la Puglia in un grande palcoscenico, celebrando il legame tra moda, territorio e cultura mediterranea. (In cover e nel testo foto di Antony Pepe)
In questo articolo:
- Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026 ha animato la Puglia dal 15 al 18 ottobre con quattro giornate dedicate alla moda, alla cultura, all’artigianato e alla valorizzazione del territorio.
- L’undicesima edizione ha coinvolto alcune delle località più suggestive della regione, tra cui Porto Cesareo, Taranto, Crispiano, Martina Franca, Grottaglie e Manduria.
- L’alta sartoria sposa è stata protagonista di un percorso che ha intrecciato creatività, tradizione e innovazione, valorizzando le eccellenze del Made in Italy.
- A chiudere la manifestazione, il 18 ottobre, l’evento sfilata Intrecci d’Eternità, nella suggestiva cornice della Tenuta Uliveto Secolare – Relais Histò di Taranto.
Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026, in scena il progetto tra moda e bellezze pugliesi
Quattro giornate, diverse località e un unico filo conduttore: raccontare la Puglia attraverso la moda, le sue tradizioni e il talento di chi contribuisce a renderla una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo. Dal 15 al 18 ottobre, Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026 ha portato in scena gli appuntamenti della sua undicesima edizione, confermandosi un progetto capace di andare oltre il tradizionale concetto di sfilata e di trasformare la moda in uno strumento di promozione culturale e territoriale.
Un viaggio tra borghi storici, masserie, paesaggi costieri e dimore di grande fascino, durante il quale l’alta sartoria sposa ha incontrato l’artigianato, l’enogastronomia, la fotografia, la musica e le tante professionalità che rappresentano l’eccellenza pugliese. Al centro della manifestazione, la volontà di valorizzare il patrimonio del territorio, ma anche di promuovere una visione della bellezza femminile libera dagli stereotipi, fondata sull’identità, sul talento e sulla consapevolezza.

Ideata e realizzata da Urban Events, realtà guidata da Damiano Comes, con il coordinamento generale di Grazia Cinieri, la manifestazione ha coinvolto anche 15 wedding planner provenienti da diverse parti d’Italia, offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino le potenzialità della Puglia come destinazione per i matrimoni.
Non soltanto abiti e passerelle, dunque, ma un calendario di appuntamenti che ha messo in dialogo professionisti del settore wedding, istituzioni, imprese, giovani creativi e realtà locali. Ogni tappa ha contribuito a costruire un racconto corale, nel quale le location non sono state semplici scenografie, ma protagoniste insieme alle creazioni sartoriali e alle persone che hanno reso possibile l’evento. Un percorso culminato nella sfilata conclusiva “Intrecci d’Eternità“, espressione del dialogo tra tradizione, eleganza e creatività contemporanea.
15 ottobre, tra il mare di Porto Cesareo e l’alta sartoria a Francavilla Fontana
È stato il mare di Porto Cesareo ad aprire il viaggio raccontato da Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026, con “Wedding on the Sea“, un appuntamento che ha celebrato il fascino del matrimonio mediterraneo tra l’Isola dei Conigli e Torre Lapillo. Le acque cristalline, i colori della costa salentina e la bellezza del paesaggio hanno fatto da sfondo a un racconto dedicato al mondo wedding, esaltando il legame tra romanticismo, natura e identità territoriale.
La prima giornata è proseguita a Francavilla Fontana, nella cornice di Masseria Triticum, con il Premio “Intrecci”, un’iniziativa che ha messo al centro il rapporto tra alta formazione e alta sartoria creativa. Protagonista la collaborazione tra la designer Carmela Comes e la Fondazione ITS Academy MI.TI. Moda Puglia, nell’ambito di un’iniziativa promossa insieme a Urban Events per valorizzare il talento e la sensibilità progettuale degli allievi e dei diplomati dell’Academy.

I giovani creativi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il linguaggio dell’alta sartoria, approfondendo il valore della progettazione, della ricerca stilistica e delle competenze artigianali. Un percorso sviluppato attorno al tema “Intrecci d’Eternità”, che ha posto in dialogo il patrimonio della tradizione sartoriale con nuove visioni creative, sottolineando l’importanza della formazione per il futuro del Made in Italy.
16 ottobre, Taranto celebra il talento femminile con il Premio donne-NON pupe
La seconda giornata ha portato Passerella Mediterranea a Taranto, dove la moda ha lasciato spazio anche alla riflessione sul ruolo delle donne nella società, sulla parità di opportunità e sul contrasto alla violenza di genere. A Palazzo della Provincia si è svolta l’ottava edizione del “Premio donne-NON pupe”, uno degli appuntamenti dal maggiore valore sociale della manifestazione.
A ricevere il riconoscimento speciale è stata Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma, che ha condiviso la propria esperienza personale, raccontando il percorso di rinascita dopo una relazione difficile. “Il possesso e il controllo non sono amore”, ha ricordato l’atleta, lanciando un messaggio contro le relazioni fondate sulla prevaricazione e invitando le donne a riconoscere i segnali di una relazione non sana.
Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre consegnata la Carta Etica di Taranto e del Mediterraneo, realizzata dall’Università del Salento e dal Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie, dedicata alla promozione di uno sport libero dagli stereotipi di genere. Il programma è proseguito nel borgo antico con La Città dei due mari, un appuntamento dedicato all’identità mediterranea di Taranto e al suo ruolo storico di punto d’incontro tra Oriente e Occidente. Tra vicoli, testimonianze architettoniche e scorci sul mare, la città ha mostrato il proprio patrimonio culturale, diventando parte integrante di una narrazione che ha unito passato e contemporaneità.
17 ottobre, il fascino delle masserie e del Barocco tra Crispiano e Martina Franca
Dalle suggestioni del mare a quelle dell’entroterra pugliese: il 17 ottobre, Passerella Mediterranea ha fatto tappa tra Crispiano e Martina Franca, due territori nei quali natura, architettura e tradizioni hanno offerto nuove interpretazioni del mondo wedding. Al Parco delle Querce di Crispiano è andato in scena “Love Without Borders“, un appuntamento dedicato ai matrimoni LGBTQ+ e alla cultura dell’accoglienza, per raccontare un’idea di amore libera da confini, pregiudizi e discriminazioni. Un momento che ha ampliato il significato stesso del matrimonio, ponendo al centro il rispetto delle differenze, la libertà di scegliere e il diritto di ogni coppia a celebrare la propria storia.
La manifestazione si è spostata a Martina Franca, nel cuore della Valle d’Itria, per “Il Barocco e la Valle d’Itria“, un percorso tra Palazzo Ducale e le vie del centro storico. Con le sue facciate barocche, i palazzi nobiliari e l’eleganza delle architetture, Martina Franca ha offerto uno scenario particolarmente suggestivo per raccontare il rapporto tra moda, bellezza e patrimonio artistico.
La giornata è proseguita poi a Masseria Palesi con “Arte, natura e cucina in dialogo”, un’esperienza dedicata all’incontro tra cultura gastronomica, paesaggio e accoglienza. Un’occasione per valorizzare anche quelle eccellenze che contribuiscono a rendere la Puglia una destinazione di riferimento per i matrimoni, dalle location storiche alle tradizioni culinarie, fino alla capacità di trasformare ogni evento in un’esperienza legata al territorio.
18 ottobre, dalla ceramica di Grottaglie alla sfilata finale “Intrecci d’Eternità”
L’ultima giornata di Passerella Mediterranea donne-NON pupe 2026 ha attraversato alcune delle espressioni più autentiche dell’artigianato e dell’ospitalità pugliese, prima di concludersi con l’atteso evento dedicato all’alta sartoria. Il programma si è aperto a Grottaglie, nel celebre Quartiere delle ceramiche, con “La terra del fuoco e dell’arte“, un omaggio alla tradizione ceramica che da secoli caratterizza l’identità della città.
Particolarmente significativa la visita alla bottega Fasano e a Casa Vestita, due realtà custodi di un patrimonio artigianale che si tramanda di generazione in generazione e che continua a rappresentare una delle espressioni più riconoscibili della cultura pugliese.
Il viaggio è proseguito a Manduria, a Masseria Cuturi, con Benessere rurale, un appuntamento dedicato al rapporto tra natura, territorio e ospitalità. A chiudere le quattro giornate, nella suggestiva cornice della Tenuta Uliveto Secolare – Relais Histò di Taranto, affacciata sul Mar Piccolo, è stata la sfilata “Intrecci d’Eternità”, con la collezione firmata dalla designer Carmela Comes.

Trenta creazioni tra alta sartoria, luce e tradizione
Un parco di ulivi trasformato in una scenografia d’eccezione, tra giochi di luce, tessuti preziosi e dettagli luminosi. È in questa atmosfera che hanno sfilato 30 creazioni, 20 abiti da donna e 10 da uomo, espressione di una ricerca stilistica capace di coniugare eleganza contemporanea e tradizione sartoriale.

Veli leggeri, paillettes, geometrie ricercate e lavorazioni preziose hanno accompagnato il racconto della collezione, nella quale ogni abito è diventato uno strumento per esprimere emozioni, storie e legami.
A rendere ancora più suggestivo l’allestimento sono state le luminarie di Paulicelli, simbolo della tradizione artigianale pugliese, che hanno dialogato con la bellezza naturale degli ulivi e con le creazioni in passerella. La regia e la direzione della fotografia di Antony Pepe hanno completato il racconto visivo, valorizzando il movimento degli abiti e l’armonia tra moda, paesaggio e scenografia.
“Ogni abito nasce da un’attenzione particolare ai dettagli e dalla volontà di creare qualcosa che sappia emozionare, valorizzando chi lo indossa”, ha spiegato Carmela Comes. La designer ha sottolineato come la collezione sia nata dal desiderio di raccontare storie, emozioni e legami, ponendo al centro la donna, la sua unicità e la sua forza.
L’abito da sposa è stato così interpretato non soltanto come espressione estetica, ma come simbolo di identità e personalità, in un dialogo tra tradizione artigianale e sensibilità contemporanea.



















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