Mantelle che si aprono, corpetti ricamati e colori che non chiedono permesso: la cerimonia secondo Manu García, per madrine e invitate.
Immagina una madrina davanti all’armadio: il tubino beige è lì da anni, il completo pastello pure. Cerca altro. Forse qualcosa di diverso, meno ordinario. Un abito che quando ci si volta faccia girare la testa anche agli invitati dell’ultima fila, un look che si noti nelle foto di gruppo senza sembrare di strafare.
Se ti riconosci in queste parole, Architettura del Vento di Manu García è la collezione cerimonia 2027 da guardare con calma, soprattutto se stai cercando qualcosa di speciale per un evento importante. Una linea dalle silhouette essenziali e avvolgenti, corpetti ricamati, gonne strutturate. E poi il vento, che si porta dietro il suo simbolismo. Tessuti che si aprono, sopragonne, volant, mantelle.
Un abito che non segue il movimento, lo crea.


Manu García 2027, gli abiti da cerimonia con mantella e sopragonna
Chi lo indossa lo sa, il punto di forza dell’abito difficilmente si nota allo specchio, perchè sta dietro. Davanti l’abito è lineare, quasi sobrio. Dietro la sopragonna si apre e cambia tutto. Succede nel modello blu royal, con il ricamo che spunta tra le falde e nell’abito da sera color vinaccia, dove lo strascico si allarga alle spalle.
La mantella si toglie e il vestito che ha attraversato la chiesa, al ricevimento diventa un altro: un solo abito per la madrina, due momenti diversi della giornata. Volant e drappeggi fanno il resto, e il vento del titolo diventa movimento visivo.


Collezione cerimonia Manu García 2027, ricami, maniche e schiene da scoprire
Da lontano è un abito che si nota senza bisogno di alzare la voce. Poi ti avvicini e l’abito cambia passo. Sul corpetto i ricami floreali salgono fino alla spalla oppure si fermano in vita, la gonna tiene la forma senza irrigidire la silhouette, il peplum accompagna il fianco.


Negli abiti della nuova collezione Manu García le maniche hanno una presenza quasi scultorea e giocano con l’effetto del tulle ricamato lasciando appena intravedere il braccio. E dietro? Una fila di bottoncini che si prolunga sulla silhouette, nei modelli più lineari, in altri uno scollo profondo che valorizza la schiena.


Abiti da cerimonia con peplum: le declinazioni di Manu García
Il peplum compare in tre declinazioni e non è mai uguale. Nel blu midi con le maniche in pizzo è un volant morbido che scende sul fianco. Nel rosso a sirena si sovrappone in pieghe sulla vita, sotto un corpetto ricamato a fiori che si prolunga sulla schiena con una “marcia” di bottoncini tono su tono. Nel verde è una falda corta sopra la gonna lunga e dritta che dona rigore a una tonalità molto estrosa. Cambia la forma, resta l’effetto: la vita si segna e il fianco si muove un po’.




Architettura del Vento, le tonalità gioiello scelte da Manu García per il 2027
Fuori dalla chiesa, mentre il riso ancora cade, la madrina scende i gradini e la mantella si sposta dietro per pochi secondi. L’invitata in blu notte, due passi indietro, si ferma a sistemare l’orlo prima della foto di gruppo. Dentro, al ricevimento, la mantella è già sulla sedia.


Niente pastelli d’ordinanza, niente nuance neutre. La palette della collezione punta su tonalità di verde intenso, rossi accesi, blu molto profondi e un elegantissimo vinaccia, con qualche riflesso metallizzato che si apprezza quando ci si muove.
Proprio il verde dell’abito lungo con il corpetto drappeggiato è di quelli che si notano anche da lontano. I ricami floreali ci si appoggiano sopra, dove tono su tono, dove a contrasto. Il dettaglio estremamente ricercato che non passa inosservato, un’architettura floreale che brilla risaltando lo scollo dell’abito.


Manu García, abiti da cerimonia Made in Spain
Dietro a questa collezione c’è un metodo, c’è la tradizione del fare le cose in un certo modo, di interpretare l’alta moda e di offrirne declinazioni sempre diverse. Il resto è già noto, una storia lunga più di 30 anni di abiti da sposa e da cerimonia all’interno del gruppo Higar Novias.
Il tubino beige, a questo punto, può restare dov’è. Basta una prova con la mantella sulle spalle e un giro davanti allo specchio per capire da che parte soffia il vento.





















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