SoWed Onlus, quando il Sociale incontra il mondo del Wedding

Un’associazione che raccoglie abiti donati per sostenere progetti di beneficenza a favore di donne in difficoltà: è questo l’obiettivo di SoWed. La Onlus, fondata dalla fashion stylist Veronica Bello, unisce Sociale e mondo del Wedding. Lanciato il primo contest per giovani fashion designer


L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni” diceva il celeberrimo poeta e scrittore brasiliano Paulo Coelho. Ed è dalla condivisione di ciò che di bello possediamo, un sogno o un’emozione, che si innesca quel processo virtuoso capace di diffondere felicità negli altri. È da questo concetto che nasce SoWed Onlus, un’associazione benefica che unisce il mondo del Sociale con quello del Wedding.

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La onlus raccoglie in donazione da Atelier, Designer, Celebrity e Privati, abiti e accessori, nuovi o usati, da sposa, sposo e cerimonia, mettendoli a disposizione di chi voglia prenderli in cambio di una donazione economica. Il ricavato verrà impiegato in progetti di beneficenza, destinati per lo più ad aiutare donne in difficoltà e vittime di violenza.

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SoWed Onlus: così il Wedding incontra il Sociale

Due mondi apparentemente separati, il Sociale e il Wedding, che si incontrano. Eppure, basta soffermarsi un attimo per capire che, in fondo, non sono poi così diversi. Entrambi, a modo proprio, hanno il compito di “realizzare sogni” e “rendere felici gli altri”. Lo sa bene Veronica Bello, fondatrice e presidente di SoWed.

Giovane fashion stylist, Veronica torna in Italia dopo avere vissuto e lavorato a Londra in un charity shop. È qui che inizia a maturare quella idea che la porterà nel febbraio scorso a creare SoWed.

L’idea è quella di condividere e donare, innescando una rete del dono, che servirà a sostenere diversi progetti di recupero e integrazione sociale di giovani donne che stanno vivendo una situazione di disagio“.

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Sostanzialmente, SoWed raccoglie gli abiti donati – che devono però rispettare alcuni criteri precisi – e li archivia nella sua banca dati. In questo modo, chi vuole avere un abito bellissimo, facendo al tempo stesso qualcosa di utile per la società, può riceverlo in cambio di una donazione economica.

Una sposina può donare il proprio abito nuziale, dando la possibilità a un’altra ragazza di realizzare il proprio sogno d’amore. Mentre quest’ultima con la sua offerta sosterrà progetti per chi si trova in difficoltà economica e sociale.

Non solo gli sposi, a donare e ricevere possono essere le mamme e i papà degli sposi, ma anche gli invitati a una cerimonia. Così pure, atelier e designer.

Sowed letteralmente significa “seminare, piantare”; la Onlus, infatti, si pone l’obiettivo di seminare nuove idee e punta alla diffusione di progetti che vogliono coniugare fashion, wedding e beneficenza, per sentirsi doppiamente bene. Il concept è “sentirsi bene facendo del bene”, spiega la presidente.

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Tra gli obiettivi di SoWed c’è anche quello di sensibilizzare il mondo della moda al riciclo e contro lo spreco. Che è poi uno dei principi fondamentali della Onlus: un abito inutilizzato viene donato. Ma non solo: i capi non conformi al regolamento verranno donati ad altri enti di beneficenza oppure i materiali verranno riciclati e riutilizzati.

Donare l’abito a Sowed è un gesto d’amore e solidarietà, che attiva un sistema virtuoso di economia circolare. In questo modo, infatti, si riduce l’impatto ambientale dovuto alla produzione di abiti ed accessori – spiega Veronica Bello -. Ricordiamo, infatti, che l’inquinamento prodotto dall’industria della moda è secondo solo al petrolio, con una produzione di gas serra maggiore rispetto a quella prodotta da tutti gli spostamenti navali e aerei del mondo. Gli abiti non ritenuti conformi al regolamento inoltre saranno riciclati a loro volta, riducendo lo spreco al minimo“.

Un corso di make-up per donne in difficoltà: il progetto di SoWed

SoWed è prima di tutto solidarietà. Tra i progetti avviati dall’associazione, corsi di formazione destinati a donne in difficoltà per dare loro la possibilità di trovare un nuovo lavoro e la propria indipendenza economica, così da iniziare una nuova vita.

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Dal 17 al 19 luglio 2019 a Roma, SoWed ha organizzato un corso di formazione professionale di Make-up Base per alcune ragazze, vittime di violenza, segnalate da altre onlus e cooperative sociali. A tenere le lezioni il famoso makeup artist internazionale Pablo, direttore artistico del brand Gil Cagnè Baldan Group, e fondatore della Face Place make-up Academy.

Il corso si è tenuto presso la Face Place make-up Academy. Il programma si è focalizzato sui prodotti cosmetici e la sincronizzazione del trucco, in particolare quello correttivo.

Le corsiste hanno ricevuto un attestato, che permetterà loro di lavorare come truccatrici, provando a ricostruire il presente un passo alla volta verso un futuro più sereno.

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Pablo è stato tra i primi sostenitori di Sowed, decidendo di donare anche il proprio abito da sposo, e da anni è attivo in progetti sociali, insegnando alle donne che si stanno sottoponendo a cure chemioterapiche i segreti del make-up, per vedersi con un aspetto migliore o per disegnare le sopracciglia perse durante i trattamenti.

Sono molto contento che Veronica mi abbia coinvolto in questo progetto – ha commentato Pablo – Aiutare queste donne a superare un momento difficile è per me un grande onore. La professione del truccatore è molto complessa. Ci vuole molta empatia per capire la donna che si ha davanti, le sue aspettative per regalarle un trucco che la valorizzi e la renda più bella, senza snaturarla. Credo che queste ragazze siano ottime candidate per questa professione. La loro storia le ha rese molto sensibili alle emozioni altrui”.

#Designercall, il primo contest di SoWed per fashion designer

È in corso fino al 23 settembre il primo contest di SoWed, lanciato sui social con l’hashtag #designercall, rivolto a giovani fashion designer.

I partecipanti dovranno realizzare il design di una beauty pochette per la sposa. Il modello ideato deve essere ecosostenibile, leggero, capiente e non ingombrante; deve essere fatto di lino, canapa, cotone e una chiusura semplice. E ancora, che coinvolga il tema del rispetto delle donne.

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Le pochette saranno realizzate dalle donne detenute della Sartoria San Vittore, progetto della coop sociale Alice. Le borsette saranno pronte in vista del Natale e il ricavato delle donazioni sarà destinato a nuovi progetti benefici.

Il vincitore del contest vedrà il suo design protagonista di un video divulgato attraverso i canali social di Sowed e riceverà una fornitura di tessuti offerti dall’azienda Manifatture Tessili Prete.

Per partecipare inviare a info@sowed.org il modulo della domanda insieme al bozzetto con la descrizione della propria idea creativa – indicando le specifiche delle dimensioni ed eventuali accessori – e un’immagine della pochette.

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SE ANCHE TU VUOI ENTRARE NEL MONDO DI SOWED ONLUS, DONANDO O RICEVENDO UN ABITO, NON TI RESTA CHE METTERTI IN CONTATTO CON L’ASSOCIAZIONE!

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