Conclusa la stagione Wedding, Michele Dell’Utri, fotografo affermato a livello nazionale, stila un bilancio.
Grazie al suo approccio, sempre più coppie lo scelgono per un racconto unico, emozionale ed autentico del loro giorno speciale.
La stagione 2025 si conferma di grande successo per Michele Dell’Utri, fotografo capace di intercettare perfettamente il linguaggio delle nuove generazioni.
Le coppie che lo scelgono sono giovani, con un’età media intorno ai trent’anni, italiane ma sempre più spesso europee, unite dal desiderio di un racconto autentico e lontano dagli schemi tradizionali.


Questo grazie al suo approccio: pochissimo posato, tanta naturalezza e un’attenzione profonda alla storia reale del giorno delle nozze, trasformata in uno storytelling sincero e fedele a ciò che accade.



Michele Dell’Utri, emozioni che restano per sempre
«Le fotografie non sono unicamente ricordi visibili ma veri e propri romanzi. Simili ai fiammiferi, accendono in uno scoppio i ricordi che, nella nostra memoria, iniziano a rincorrersi ed intrecciarsi per poi fondersi e perdersi caldamente nelle emozioni (immortali), nell’amore unica forza che fa girare la vita. Impossibile tornare in dietro nel tempo. Falso. Il mezzo? Le fotografie, un legame visitabile e rivisitabile quando vuoi».
Con queste parole Michele Dell’Utri spiega il suo approccio alla fotografia. In un mondo in cui tutto è sempre più veloce e si ha poco tempo per godere della bellezza del mondo che ci circonda, Michele chiede ai suoi sposi di rilassarsi, di lasciarsi andare e di godersi le emozioni.


Scattare significa fermarsi, rallentare e ricordare cosa è davvero importante. Le immagini diventano così un invito a tornare a sentire, a rivivere emozioni che rischierebbero altrimenti di scivolare via, sommerse dalla frenesia quotidiana.
In un’epoca che corre veloce e lascia poco spazio alla consapevolezza del momento presente, la fotografia assume un valore ancora più profondo.

Fotografo Milano: lo storytelling del giorno più vero
Gli album firmati da Dell’Utri non sono semplici immagini, ma veri e propri racconti del giorno che vivono gli sposi.
Lacrime, sorrisi, gioia e commozione convivono con frammenti di vita reale, senza filtri né costruzioni: un padre emozionato nel vedere l’abito bianco della figlia, lo sposo che ancora deve farsi la barba, una madre ancora con i bigodini tra i capelli.
Dettagli che raccontano l’umanità di un giorno speciale e che rendono ogni matrimonio unico, perché vissuto e non messo in scena.



Emozione prima della tecnica: così Michele Dell’Utri conquista gli sposi
Una fotografia, per essere davvero riuscita, deve contenere un’emozione. È questa la sua essenza.
Secondo Dell’Utri, non sempre è la tecnica a fare la differenza, ma la capacità di cogliere l’emozione nel momento esatto in cui accade. A distinguere un fotografo non è solo il talento, ma l’intuito affinato dall’esperienza, dalla vita vissuta, da quella coscienza che diventa consapevolezza e permette di non perdere mai l’attimo decisivo.



Tra le sue interpretazioni c’è quella della luce. Secondo lui infatti «Cartier Bresson trovava la luce migliore per scattare, Ferdinando Scianna la luce la cercava, mentre lui la usa per avere la foto più emozionante».

Empatia, memoria e valore della stampa: ecco le regole di Michele Dell’Utri
Fondamentale nel suo lavoro è anche la creazione di un’empatia autentica con sposi e invitati, un legame che rende possibile un racconto spontaneo e naturale. E quando, a distanza di anni, si sfoglia l’album, l’effetto è quello di rivivere esattamente quel giorno.

Per questo Dell’Utri sottolinea l’importanza della stampa: le fotografie non sono fatte per restare digitali, ma per essere toccate, custodite e tramandate come memoria viva delle emozioni più vere.


















