Nel corso di una conferenza stampa moderata dalla direttrice di Sposi Magazine, Paola Pizzo, è stata presentata a Milano WIM Fashion, la prima piattaforma italiana dedicata alla moda Bridal, cerimonia e Occasionwear.
Il progetto, nato nell’ambito di WIM – Where Ideas Meet, punta a dare identità e rappresentanza al comparto della moda per le occasioni più speciali attraverso ricerca, contenuti, networking e un osservatorio permanente. (in cover e nell’articolo, foto di Click&Chic | via ufficio stampa)
Un’iniziativa che punta i riflettori su un comparto diventato ormai strategico nella Private Events Industry.
È il WIM Fashion, la prima piattaforma italiana dedicata alla moda celebrativa italiana, presentata a Milano da Tommaso Corsini, CEO e Founder del progetto.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la moda Bridal e party, pur rappresentando una delle eccellenze del Made in Italy, non ha mai avuto una voce unitaria capace di raccontarne il valore e merita di trasformarsi in un sistema riconoscibile, rappresentato e supportato da strumenti concreti di analisi e crescita.
WIM Fashion, la nuova piattaforma sulla moda italiana delle grandi occasioni
Bridal, cerimonia e Occasionwear costituiscono un patrimonio fatto di oltre mille tra atelier, maison, negozi e distributori attivi in Italia e sui mercati internazionali.
Una filiera che racconta la qualità della manifattura italiana, il valore dell’artigianalità e la creatività che rende il Made in Italy riconoscibile nel mondo, senza aver mai potuto contare su una rappresentazione strutturata.
Nasce proprio per colmare questo vuoto WIM Fashion, la prima piattaforma italiana che riconosce la moda celebrativa come una vera e propria verticale della Private Events Industry, mettendo in connessione ricerca, contenuti editoriali, relazioni e occasioni di networking.
“Per anni questo settore è stato osservato esclusivamente attraverso la lente della moda”, ha spiegato Tommaso Corsini.
“Noi abbiamo scelto di partire da una prospettiva diversa: quella dell’evento. L’abito da sposa, l’abito da cerimonia e l’occasionwear esistono perché esiste una celebrazione. È all’interno di questo ecosistema che trovano il loro significato economico e culturale. WIM Fashion nasce per dare finalmente voce, rappresentazione e strumenti di crescita a una filiera che merita di essere riconosciuta nella sua specificità”.

“La nascita di WIM Fashion rappresenta un passaggio importante per un comparto che, per troppo tempo, è stato raccontato in modo frammentato. La moda Bridal, la cerimonia e l’Occasionwear non sono soltanto espressioni di creatività e stile, ma costituiscono un segmento economico e culturale con una propria identità, capace di generare valore, tendenze e opportunità”, ha detto la direttrice di Sposi Magazine, Paola Pizzo.
“La nostra testata editoriale osserva questa evoluzione da anni, raccontando le aziende, gli atelier, i designer e i professionisti che contribuiscono ogni giorno alla crescita della Wedding Industry italiana. Abbiamo sempre creduto che la moda celebrativa meritasse uno spazio editoriale autorevole e una narrazione capace di andare oltre il prodotto, mettendo in luce persone, visioni e percorsi imprenditoriali”.
E ha concluso: “WIM Fashion nasce proprio con questo spirito: creare connessioni, favorire il dialogo tra gli operatori e offrire una piattaforma in cui informazione, ricerca e networking possano diventare strumenti concreti di sviluppo. Essere parte di questo progetto significa contribuire a costruire una cultura della moda celebrativa sempre più consapevole, internazionale e orientata al futuro”.

Dal WIM Fashion Showcase al primo report nazionale: le tappe del progetto
Il percorso prenderà forma attraverso tre direttrici principali:
- un osservatorio nazionale dedicato alla moda sposa, cerimonia e party italiana;
- un programma editoriale permanente;
- un appuntamento annuale destinato a diventare uno dei momenti centrali dell’ecosistema WIM.
WIM Showcase
Il primo importante traguardo sarà il WIM Fashion Showcase, in programma il 18 novembre 2026 al Teatro della Pergola di Firenze, all’interno di WIM Event 2026.
Sarà l’occasione per presentare le maison che hanno aderito alla fase fondativa dell’iniziativa e che contribuiranno alla costruzione del primo osservatorio dedicato al comparto.

Osservatorio con l’Università di Siena
Nei mesi successivi prenderà inoltre il via il progetto di ricerca realizzato in collaborazione con l’Università di Siena, che porterà nel 2027 alla pubblicazione del primo report annuale sulla moda celebrativa italiana.
Uno strumento pensato per offrire dati, analisi e chiavi di lettura a un settore che, fino a oggi, è cresciuto senza poter contare su una fotografia organica della propria dimensione economica e culturale.
Parallelamente proseguirà il coinvolgimento delle maison chiamate a partecipare alla fase fondativa della piattaforma, contribuendo alla costruzione della prima rappresentazione strutturata dell’intera filiera.
“Senz’altro l’accesso alle informazioni credo che al giorno d’oggi sia il canale più importante che ci sia. Più noi sappiamo cosa pensa il pubblico – soprattutto la nuova generazione – più possiamo confrontarci anche con altri settori. Parlando anche delle criticità del settore, penso che questo tipo di condivisione sarà fondamentale”, ha dichiarato in conferenza stampa Fabrizio Filippini, owner di Revenge Atelier.

Lo conferma Walter Quaglia, co-founder dell’agenzia Total Moods: “Sicuramente nel segmento Bridal si lavora ancora molto sulla base di opinioni e percezioni, ma mancano i dati. Da questo punto di vista, quindi, l’iniziativa di Wim può fare la differenza perché ci permetterà di conoscere non solo dati macroeconomici, ma anche e soprattutto operativi relativi alla redditività del comparto e alle connessioni reali esistenti tra spose e atelier”.

WIM Fashion apre una nuova stagione per il Bridal e l’Occasionwear
Con WIM Fashion si apre una nuova fase per il comparto dell’Occasionwear italiano.
Il progetto ambisce infatti a creare uno spazio stabile di confronto tra imprese, professionisti e operatori, valorizzando un settore che da sempre accompagna le celebrazioni private e che oggi punta a conquistare una nuova consapevolezza industriale.
“Bisogna analizzare i dati, capire, comprendere le esigenze del cliente finale e per farlo bisogna essere uniti. Creare, quindi, connessioni, sinergie tra atelier, distributori, Wedding Planner: con tutti coloro, cioè che fanno parte della nostra filiera. Non c’è mai stato, oggi finalmente c’è”, ha detto Corinna Vendramin, owner de Le Fate Milano.

“Mi piace che queste due realtà, quella degli atelier e quella dei Wedding Planner, si uniscano perché si dà per scontato, come in realtà è, che Wedding Planner e atelier lavorano per lo stesso progetto, per la stessa coppia di sposi, quindi lavorano in sinergia. Questo dovrebbe essere scontato – ha detto Silvia Daniele, presidente dell’Associazione Wedding Planner -. Il Planner ha una visione d’insieme di tutto l’evento e per questo dovrebbe essere maggiormente coinvolto nella scelta dell’abito.
E ha aggiunto: “E il fatto che noi, come Wedding Planner, seguiamo le coppie in tutto quello che è il processo di organizzazione dell’evento, vediamo cambiare le loro aspettative, le loro priorità, i cambiamenti dei budget. Poter condividere queste informazioni, con tutto quello che è il mercato Wedding, è una grande risorsa”.

A confermare questa visione, il Wedding Planner Angelo Maroi: “Noi Wedding Planner potremmo essere, prima di tutto, un aiuto fondamentale presso le sartorie, perché conosciamo tutto l’evento nozze e questo può essere un valore aggiunto”.

WIM Fashion è utile anche come trampolino di lancio verso l’estero, come precisa Francesca Druetta, designer di Donatella Gallo: “Il settore Bridal è ancora lontano dalla vendita all’estero, soprattutto nei Paesi asiatici, negli Emirati Arabi e in America in generale. È tutta una parte di mondo sul quale servono ancora molte informazioni. WIM Fashion è un’ottima occasione per creare rapporti e relazioni capaci di incentivare un ampliamento sul mercato internazionale”.

“Possiamo esportare l’artigianalità Made in Italy, possiamo far vedere all’estero cosa facciamo in Italia – ha aggiunto la designer Daniela De Souza -. Da un lato vorrei approcciarmi al mercato estero, ma vorrei anche mantenere l’identità del mio brand iniziando a creare un prodotto che sia anche un po’ più adatto alla richiesta dei diversi Paesi”.

Un percorso che mette al centro imprese, maestranze artigianali, creatività e competenze, offrendo finalmente uno spazio condiviso attraverso cui leggere il ruolo economico e culturale del Bridal, della moda cerimonia e dell’Occasionwear.
Per un comparto che da anni rappresenta il volto più autentico dell’eccellenza Made in Italy, è l’inizio di una narrazione nuova, capace di guardare al futuro con una visione più ampia e strutturata.
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