Il Destination Wedding in Toscana di Renato e Julien, progettato da Benedetta Carpanzano, è un inno all’unconventional elegance, un concetto che si fonda su libertà, emozione e dettagli costruiti a partire dalla storia della loro coppia.
Dalla cerimonia (con uno sviluppo del tutto inedito) ai signature cocktail personalizzati, fino ad un insolito taglio della torta, ecco come si è sviluppata il progetto della Wedding Planner per questi sposi.
La Toscana è stata la meta scelta da Renato e Julien per celebrare il loro amore, con un solo obiettivo: far sì che questo grande giorno li raccontasse davvero, senza forzature.
Renato romano mentre Julien francese, vivono a New York e desideravano un luogo capace di raccontare le radici europee della loro storia con uno sguardo contemporaneo.
Quando hanno visitato la Badia di Berardenga, vicino Castelnuovo Berardenga, non hanno avuto alcun dubbio. È stato un vero e proprio colpo di fulmine
Ed è stato qui che Benedetta Carpanzano, Wedding Planner specializzata in matrimoni unconventional, ha trasformato il loro desiderio in un progetto che supera ogni schema prestabilito, dando un esempio di quello che lei definisce unconventional elegance, cioè un modo diverso di immaginare il matrimonio, dove ogni scelta nasce dalla personalità degli sposi e non da un rigido protocollo da rispettare.
L’unconventional elegance di Benedetta Carpanzano, oltre ogni schema
Per Benedetta Carpanzano, l’unconventional elegance non coincide con la volontà di sorprendere a tutti i costi.
È piuttosto la scelta di eliminare ciò che appartiene alla tradizione e scelto forzatamente, lasciando spazio a un racconto costruito esclusivamente sulla coppia.
«Per me unconventional elegance significa non rompere gli schemi per provocazione, ma avere la libertà di scegliere ciò che rappresenta davvero gli sposi – spiega Benedetta Carpanzano -. Significa fare tabula rasa delle regole e progettare un evento in cui ogni dettaglio parla della loro storia».
«Oggi – prosegue – le coppie non cercano più una sequenza obbligata di momenti, vogliono riconoscersi in ogni passaggio della giornata e desiderano che anche gli ospiti percepiscano questa identità. L’eleganza nasce proprio da questa libertà consapevole».
«Credo, quindi, che l’eleganza non sia sfarzo. È la capacità di creare bellezza eliminando tutto ciò che è soltanto forma o finzione e scegliendo esclusivamente ciò che racconta davvero chi siamo».
Così è stato per il matrimonio di Renato e Julien, con i quali è nato fin dal primo incontro un rapporto profondo ed empatico.
Il matrimonio, celebrato lo scorso 4 luglio – ultimo atto un Wedding Weekend condiviso con gli ospiti tra la Toscana e Castel Monastero – , è stato progettato seguendo un unico principio: assecondare le emozioni della coppia e dei loro invitati.

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Come in Provenza, la cerimonia di nozze senza rituali prestabiliti
La cerimonia è stata progettata come un incontro.
Un corridoio centrale attraversava lo spazio tra gli invitati seduti ai due lati. Ma Renato e Julien hanno fatto il loro ingresso contemporaneamente, ciascuno dal proprio lato, preceduti da un corteo di bambini e damigelle che suonavano maracas, tamburelli e piccoli strumenti: suoni di gioia e allegria.
I due sposi si sono incontrati al centro del percorso, pronti per dirsi per sempre Sì.




La celebrazione è stata affidata a due celebranti parlanti italiano e inglese, per permettere a tutti gli invitati di capire ogni parola della cerimonia.
Un rito breve, essenziale e profondamente personale, incentrato sulla loro storia e sulle promesse reciproche.
Anche l’uscita ha ribaltato le aspettative: nessuna musica classica, ma le note di un brano di Rosalía ad anticipare l’inizio della festa.
E subito dopo, niente servizio fotografico riservato agli sposi. Hanno preferito riunire tutti gli invitati per una grande fotografia collettiva, trasformando il matrimonio in un festeggiamento condiviso fin dal primo istante.
L’unconventional elegance di Benedetta Carpanzano in un ricevimento tra ricordi e convivialità
Se la cerimonia evocava le atmosfere della Provenza, il ricevimento guardava invece alla campagna toscana e al piacere della condivisione.
I tavoli rotondi sono stati disposti con una scenografica configurazione “a bruco”, rompendo la classica disposizione simmetrica e favorendo il dialogo tra gli ospiti.
Il tovagliato in lino naturale, i sottopiatti in vimini, le sedie Crossed Tuscan e le texture ispirate alle case di campagna hanno costruito un’estetica raffinata e mai ostentata.



La selezione floreale e l’unconventional stationery
La palette floreale si è sviluppata attraverso essenze spontanee e profumi mediterranei: lavanda, limonium, aster, agapanthus, garofani, mirto, rosmarino, edera e bacche verdi hanno ricreato l’immaginario provenzale tanto amato dagli sposi.

Originalissimi, poi, gli elementi grafici.
La stationery, ad esempio, ha interrotto volutamente qualsiasi continuità estetica: palette differenti rispetto agli allestimenti, font diversi, colori scelti perché legati ai ricordi familiari degli sposi e non perché coordinati tra loro.
Sicuramente una scelta contro le regole del Wedding Design tradizionale, ma perfettamente coerente con il modo di Renato e Julien di vivere il matrimonio.
Dall’aperitivo alla cena family style
Per l’aperitivo, protagonisti sono stati i sapori della Toscana con installazioni gastronomiche dedicate a pomodori, limoni, formaggi e salumi locali, mentre durante la cena è stata scelta la formula family style.


Nessun servizio tradizionale al piatto: le portate venivano condivise al centro della tavola, permettendo agli ospiti di servirsi liberamente come durante un pranzo di famiglia.
Un modo di vivere il ricevimento particolarmente apprezzato dagli invitati internazionali e perfettamente in linea con il desiderio degli sposi di privilegiare la convivialità rispetto alla formalità.

L’intrattenimento
Nella Corte del Gallo, dove si è svolta la cena, l’atmosfera si è trasformata al calare della sera grazie a festoon lights sospese tra pali scenografici, capaci di evocare il calore di una festa in campagna.
Ad animare il banchetto, le esibizioni di un chitarrista.



Tra i dettagli più personali anche l’Open Bar, dove i bartender hanno servito due signature cocktail ispirati agli sposi.
Per Renato è nato un cocktail con cordial ai fiori, soda al pompelmo rosa e un tocco di prosecco; per Julien una reinterpretazione del Gimlet con vodka e cordial all’albicocca, pensata per raccontarne il gusto attraverso la lavorazione della materia prima.
Ogni cordial è stato preparato artigianalmente per ottenere sapori freschi e originali.

Anche il finale segue nuove regole, ecco com’è andato il taglio della torta
Anche il momento conclusivo ha seguito la stessa filosofia che ha guidato l’intera giornata.
Nessun ingresso scenografico della Wedding Cake. Renato e Julien hanno scelto di offrire ai loro ospiti la loro torta preferita – una pavlova – inserita all’interno del tavolo dei dolci, lasciando che gli ospiti la scoprissero insieme alle altre creazioni di pasticceria durante la festa.




Una decisione che conferma come ogni elemento sia stato progettato per eliminare la forma quando non aggiungeva valore all’esperienza.
Ed è questa la direzione che sempre più coppie stanno scegliendo: matrimoni dove il progetto non nasce da una tradizione da replicare, ma dalla volontà di trasformare ogni dettaglio nell’espressione più fedele della propria storia.
Credits
Venue: Badia di Berardenga
Foto: Camilla Zaccheo
Video: Valerio D’Andrassi
Catering: Tuscan Excelsia
Flower: Floreventi
Luci: Pic Solution
Open Bar: Barliquid Experience
Fuochi d’artificio: Il petardo
Musica: Eclipse
Dj: Mario de Lucia
Stationery: Arianna Pascuttini
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