Wedding Tourism, gli stranieri scelgono l’Italia per il “Sì, lo voglio”

di Aurora Fiorenza

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«Moglie e buoi dei paesi tuoi», dice il detto. Nessuno, però, vieta di lasciare la propria nazione per pronunciare il fatidico «Sì». Scegliere la location del proprio matrimonio oltreoceano è la moda turistica dell’ultimo periodo.

Più di 6 mila stranieri,  lo scorso anno, hanno scelto l’Italia come meta per celebrare il giorno più importante della loro vita. A volte spendendo anche piccole «fortune» e generando, così, un fatturato diretto e indotto per il segmento del Wedding Tourism di oltre 315 milioni di euro (solo nel Belpaese, appunto).

E così, l’Italia è diventata la nazione europea giusta per il «grande giorno». Da George Clooney a Tom Cruise e Salma Hayek, i vip che scelgono lo Stivale per organizzare il proprio matrimonio sono tantissimi. Ma i personaggi famosi non sono gli unici. Dal Veneto alla Puglia, infatti, continua a crescere il numero di coppie straniere che si sposano in Italia. Un settore in forte crescita, capace di generare lo scorso anno – secondo JFC Tourism & Management – oltre 1 milione 221 mila presenze da 25 Paesi.

Sarà perché in tutto il mondo è il simbolo di romanticismo e passione insieme, ma l’Italia è il Paese leader in questo settore: dei 44 milioni di turisti che ogni anno visitano le regioni nostrane, 352 mila (circa l’8 per cento) lo fanno per motivi legati all’amore, cioè per sposalizi, anniversari o viaggi di nozze. I «cugini» francesi devono accontentarsi di un secondo posto, con 330 mila viaggiatori innamorati.

Le location italiane più richieste sono Verona, la città di Romeo e Giulietta; Venezia, Firenze e Roma; così come la campagna senese e la costiera amalfitana con Capri in testa. Anche se la vera sorpresa è – da alcuni anni a questa parte – il Salento.

La domanda delle domande, però, è solo una: «Chi è che viene a sposarsi in Italia?».

A prediligerla sono soprattutto gli inglesi, immediatamente seguiti da americani e russi. Non disdegnano giapponesi, irlandesi e arabi, mentre a snobbarla (forse un po’ anche per invidia) sembrano essere i mediterranei, in particolare francesi e spagnoli. Gli stranieri che scelgono l’Italia come luogo per celebrare il matrimonio ovviamente devono rivedere e limitare il numero dei partecipanti: solo in pochi casi, infatti, si superano i 100 ospiti, mentre una buona quota di matrimoni non raccoglie più di 30 persone; in ogni caso, rimane comunque alta la spesa, che difficilmente scende sotto i 51 mila euro.

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Il matrimonio è quasi sempre fiabesco. E per dare vita ad un sogno che diventa realtà, gli sposi si affidano molto a wedding planner o agenzie specializzate. Paesi come la Cina, il Giappone, l’America e la Russia sono ormai clienti stabili per le imprese italiane di questo settore.

In testa alla classifica delle location più ambite ci sono castelli, agriturismi, ville, hotel e relais di lusso. Non mancano, però, le richieste più bizzarre e non sempre realizzabili, come la scalinata di piazza di Spagna o il Colosseo, piazza San Marco o Palazzo Vecchio. Il Wedding Tourism in Italia sembra un settore che non conosce crisi: «La Sicilia, e soprattutto Palermo, è al passo con i tempi, in linea con questa tendenza italiana. Il capoluogo siciliano ha adottato un progetto molto innovativo rivolto agli sposi stranieri – spiega Toti Piscopo, uno dei quattro componenti dell’Authority del Turismo del comune di Palermo -. Si tratta di un progetto concepito per sviluppare azioni coordinate di co-marketing, in cui il Comune diventa partner strategico degli operatori privati, offrendo dei servizi con un alto livello di attrazione, che possono essere usati dagli stessi operatori come valore aggiunto per elevare gli standard di qualità. Ovviamente puntiamo sui mercati internazionali e su quello nazionale di fascia medio e medio-alta».

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