Dream Team, il sogno di tre aziende di Moda Sposa

A costituire il Dream Team sono i marchi Charlie Brear, Sophie et voilà e Leila Afzi. Al Si Sposaitalia Collezioni hanno presentato le loro linee, ognuno con il proprio personalissimo modo di intendere l’abito da sposa

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Tre aziende diverse – Charlie Brear, Sophie et voilà e Leila Afzi – legate da un unico filo conduttore. La sposa Dream Team seduce e sorprende.

Dalla raffinata scelta dei tessuti agli abiti componibili, dalle scollature vertiginose ai dettagli unici e preziosi, fino ai fiori fatti a mano realizzati nei villaggi del Nepal che donano originale un tocco etnico.

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Dream Team
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Dream Team: Charlie Brear, Sophie et voilà e Leila Afzi

L’azienda londinese Charlie Brear gioca con tessuti e accessori, con un variegato incastro di seta, pizzi e tulle. Ma anche con i pezzi interscambiabili e componibili, in modo da costruire, sostituendo gonna o corpetto, due modelli diversi per l’occasione.

Quello che caratterizza la linea Bridal 2019 è proprio la filosofia del mix and match – spiegano dall’azienda -: si va dai capi basic alle sottovesti in seta, dagli overdress fino a gonne o top interscambiabili“.

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Charlie Brear ha lavorato per dieci anni come stylist e fin dall’inizio le veniva continuamente richiesto di procurare abiti da sposa vintage per servizi fotografici commerciali.

Dopo i servizi gli abiti venivano venduti e Brear si accorse che erano diventati un oggetto di culto: da lì inizia il suo cammino nel campo bridal, incoraggiata dal crescente successo di questi modelli vintage originali, ai quali ha poi aggiunto un tocco contemporaneo.

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Sophie et Voilà è invece la linea di una designer spagnola, un architetto. Si chiama Sofia Arribas ed è la fondatrice e direttrice creativa dell’azienda.

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La sua collezione sposa è caratterizzata da linee essenziali, pulite, di design, in linea col suo background. Insomma, per lei vale la regola del “less is more”. Gli abiti sono strutturati e i tessuti scelti sono soprattutto tulle e crepe.

È una sposa comunque alternativa, come quella col mini abito bianco – spiega ancora lo staff di DreamTeam -. Un’ immagine che va molto forte in Giappone. C’è poi la linea da cerimonia, che riprende i modelli di quella bridal rivisitati con tessuti e colori, perfetta anche per una serata da gala“.

Architetto di formazione, la Arribas ha iniziato il suo cammino nel mondo della moda creando meravigliosi copricapi, scultorei pezzi unici fatti su misura per le più esigenti signore dell’alta società di Bilbao.

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Infine c’è la sposa multietnica di Leila Afzi, designer norvegese di origini iraniane, che produce i suoi abiti in Nepal.

Sono proprio le donne nepalesi che lavorano nei villaggi i tessuti scelti dalla stilista, come i fiori applicati poi sugli abiti. Abiti ispirati alle trame dei tappeti persiani, trasformate in decorazioni e pizzi con corpetti opulenti tutti realizzati a mano.

È una sposa romantica, un po’ bohémien, ricercata e raffinata nei dettagli, che fonde temi provenienti da culture diverse e trova ispirazione in Norvegia, Persia, Grecia e Nepal“.

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Le applicazioni in pizzo danno una grande lucentezza e si gioca con gli scolli, soprattutto nella schiena. La collezione bridal vanta anche “abiti colorati che vanno bene sia per il white che per il red carpet“.

Il marchio Leila Hafzi viene fondato nel 1997 a Stavanger in Norvegia. Sulla scena della moda di lusso nasce una voce nuova, una guida nella moda etica ed eco-sostenibile. In modo elegante e sensuale Leila Hafzi esplora culture diverse e affronta i temi ambientali.

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Articolo di Chiara Lizio

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