Diego Giusti, fotografo di matrimoni tra immagini spontanee ed estetica editoriale

Diego Giusti ha costruito un percorso da fotografo di matrimoni che unisce – in maniera del tutto unica ed inedita – coinvolgimento emotivo, osservazione e ricerca estetica.

Il suo è uno storytelling pensato per restituire con i suoi scatti non soltanto ciò che accade durante il matrimonio, ma il modo in cui gli sposi lo vivono, le atmosfere e i rapporti con i loro invitati.


La fotografia di Diego Giusti parte dalle persone e, solo dopo, arriva all’immagine.

Un’immagine naturale, spontanea in cui, in mezzo ci sono lo studio della luce, del luogo, l’attenzione ai dettagli – anche i più intimi -, la conoscenza profonda del settore Wedding e, soprattutto, la capacità di essere sì presente, ma senza mai invadere la scena. Proprio come sa fare un buon regista.

Un equilibrio sottile, nel quale il reportage incontra la posa e un’estetica editoriale in uno stile personalissimo che sa cogliere la spontaneità dei legami e dei sentimenti.

Il fotografo di matrimoni Diego Giusti e la sua evoluzione nel settore Wedding

Prima di diventare un fotografo di matrimoni, Diego Giusti ha studiato e attraversato diversi linguaggi della fotografia.

Ed è stato proprio esplorando stili e generi differenti che ha riconosciuto nel matrimonio un ambito in cui potersi e poter raccontare.

La scelta è stata tutt’altro che improvvisa. Con un’indole curiosa e con la sua voglia di conoscere, non si è fermato alla superficie spingendosi oltre, a conoscere ogni aspetto del settore per acquisire una visione più ampia e poter essere concretamente d’aiuto agli sposi.

Sapere cosa potrebbe accadere, gli permette di anticipare un momento, di capire dove posizionarsi e arrivare prima che la scena si componga per ottenere lo scatto perfetto.

Diego Giusti

Non a caso, quattordici anni fa questa visione ha portato ad una trasformazione radicale del suo studio fotografico: Giusti lo ha trasformato in uno spazio elegante pensato per accogliere le coppie, dedicare loro tempo di qualità e conoscerle, così, a fondo.

Una filosofia che racconta bene il suo modo di intendere la professione: pochi matrimoni, un rapporto più vicino con gli sposi e un servizio costruito attentamente sulle loro esigenze.

Dai viaggi al mondo del Wedding

A saltare all’occhio, nella fotografia di Diego Giusti, è la dimensione umana. Non cerca, infatti, soltanto la sequenza degli avvenimenti, ma le sensazioni che li accompagnano.

Una capacità che ha sviluppato attraverso i reportage di viaggio (soprattutto in Africa), dove ha potuto catturare con il suo obiettivo l’essenza dei popoli che ha incontrato con le loro culture, rituali e il loro modo di intendere la comunità.

Il punto di contatto con il matrimonio è più vicino di quanto possa sembrare: anche il Wedding è a tutti gli effetti un rito sociale, fatto di gesti e momenti più o meno codificati ma soprattutto di relazioni, attese, emozioni che si sviluppano spontaneamente.

 

Da qui nasce il suo modo di osservare, senza interrompere, ciò che sta accadendo lasciandolo fluire davanti alla macchina fotografica.

Anche i momenti apparentemente secondari vengono protetti. I saluti fuori dalla cerimonia, per esempio, sono tra quelli ai quali dedica particolare attenzione: gli sposi hanno appena detto Sì e possono finalmente incontrare le persone che amano.

«Una fotografia di matrimonio deve avere anche un’anima. Può essere tecnicamente perfetta, elegante e scenografica – dice Giusti -, ma se non trasmette qualcosa difficilmente riuscirà a diventare un’immagine importante per chi la guarda».


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Ascolto, discrezione e attenzione: il metodo da “regista” di Diego Giusti

A rendere unica la fotografia di matrimonio di Diego Giusti è, infatti, la sua capacità di inserirsi nello svolgersi della giornata con delicatezza: pochi movimenti e nessuna invasione della scena.

L’obiettivo è arrivare a quella condizione in cui gli sposi smettono di preoccuparsi della macchina fotografica e vivono appieno la giornata cosicché lui possa documentarla.

Tutto ciò passa da una profonda conoscenza della coppia: la macchina fotografica arriva dopo, prima ci sono le conversazioni, gli incontri, l’ascolto.

È così che per Diego il lavoro comincia durante l’anno che precede il matrimonio, quando inizia a costruire con gli sposi un rapporto basato sulla fiducia, cercando di capire attentamente cosa desiderano vedere nel loro racconto e – fondamentale – cosa invece non vorrebbero mai ritrovare nelle loro fotografie di nozze.

È così che riesce a rendere la sua presenza familiare anche durante il matrimonio.

«Non credo in uno schema fotografico valido per tutti, perché ogni coppia ha una propria personalità, una propria storia e un proprio modo di vivere le emozioni», dice Diego Giusti.

E poi spiega: «Anche fisicamente, quando entro per la prima volta in una casa, cerco di farlo quasi in punta di piedi. Osservo, ascolto e solo progressivamente entro in relazione con le persone che ho davanti. Non voglio arrivare imponendo la mia presenza».

Da qui, il suo modo di definirsi “regista”: «Un buon regista non deve essere sempre al centro della scena. Deve sapere quando lasciare che la storia vada avanti da sola».

Quando arriva il momento spontaneo, Giusti osserva e documenta. Quando invece desidera una fotografia più scenografica, crea un piccolo momento dedicato, senza trasformarlo in una lunga sessione di posa.

Per questo il suo lavoro tiene insieme la necessità di raccontare la giornata e quella di lasciare agli sposi il tempo per viverla.

Lo stile editoriale di Diego Giusti, tra scatti spontanei e foto da copertina

È per questo che lo stile di Diego Giusti è difficile da chiudere in una sola definizione.

Lui lo descrive come «intimo, elegante, emozionale e osservazionale», perché è la fotografia ad adattarsi agli sposi e alla loro personalità.

Da una parte c’è quindi la spontaneità dei gesti; dall’altra una ricerca estetica molto precisa.

Le sue fotografie assumono così un taglio editoriale, patinato quasi da rivista fashion, ma senza la rigidità della posa.

Nelle foto colori leggeri e delicati

Anche il colore segue questa ricerca.

La palette di Diego Giusti è morbida, neutra, ariosa, costruita per non falsare i colori naturali e mantenere una sensazione di leggerezza nell’immagine.

Il risultato accentua il carattere editoriale delle fotografie senza renderle artificiose. La luce resta protagonista e i toni accompagnano l’atmosfera del matrimonio invece di sovrapporsi ad essa.

Diverso è il ruolo del bianco e nero, utilizzato soprattutto quando l’immagine ha una forte componente emotiva. Non una semplice variazione estetica, dunque, ma una scelta che concentra l’attenzione sul sentimento e sulle persone.

È qui che si ritrova il filo conduttore del lavoro di Giusti: la fotografia deve essere bella, ma deve anche avere qualcosa da raccontare.

Il territorio nelle foto dei Destination Wedding di Diego Giusti

Anche l’approccio alle coppie straniere segue la stessa filosofia. 

In Toscana, così come nelle altre destinazioni italiane e internazionali – dal Marocco a Berlino, da Parigi a Praga – il territorio diventa parte integrante del racconto.

Per le coppie straniere che scelgono l’Italia, infatti, il matrimonio spesso si sviluppa nell’arco di più giorni e coinvolge paesaggio, architettura, gastronomia, cultura e convivialità.

La fotografia deve quindi raccontare non soltanto gli sposi, ma anche il luogo che hanno scelto per vivere la propria esperienza.

In questo senso «il racconto fotografico non può limitarsi agli sposi. Deve raccontare il rapporto tra loro, gli invitati e il territorio che hanno scelto», spiega Diego.

Ed è qui che si concentra l’essenza più pura del pensiero e del modo di intendere la fotografia di Diego Giusti, nella sua volontà di andare incontro agli sposi.

«Perché scegliere un fotografo non dovrebbe significare soltanto scegliere qualcuno che realizza belle fotografie. Significa – conclude – scegliere qualcuno il cui modo di guardare il mondo è vicino al modo in cui vuoi ricordare il tuo matrimonio».


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