Enzo Miccio, intervista al Wedding Planner che è il sogno di tutte le spose

A tu per tu con Enzo Miccio, l’amatissimo Wedding Planner che ogni sposa vorrebbe al proprio fianco nel giorno del matrimonio e che, oggi, è anche un’apprezzato stilista di abiti da sposa. In quest’intervista confessa che, a distanza di 20 anni dall’inizio della sua carriera, i “matrimoni restano la cosa che mi emoziona di più”.


Se il mondo del Wedding potesse avere un volto, sarebbe di certo il suo: quello del Wedding Planner, oggi anche amatissimo stilista di abiti da sposa, Enzo Miccio. Con una carriera cominciata oltre 20 anni fa, inanella un successo dietro l’altro e per l’immediato futuro promette una novità che gli permetterà di mettere a segno l’obiettivo più grande: fare della sua azienda il luogo in cui fornire alle coppie di futuri sposi un servizio Wedding a 360°.


Enzo Miccio Wedding Planner, Designer e Show Man. Hai già in mente un nuovo «pezzo» di te da aggiungere a questo puzzle? «Caratterialmente non sono mai soddisfatto, penso che ci sia sempre qualcos’altro da aggiungere, un nuovo tassello, una novità da inventare. Sto già pensando all’ultimo tassello che manca per completare il mio progetto di brandizzazione della Enzo Miccio. Non svelo nient’altro però, lo scoprirete presto».

Svolgi tantissime attività, incontri tantissime donne. Qual è la cosa che ti emoziona ancora di più? «Senza ombra di dubbio i matrimoni. Organizzare un evento a 360°, vedere gli occhi degli sposi quando si accorgono che il progetto – fino ad allora una bozza – diventa realtà, osservare i loro sguardi mentre si dicono Sì: dopo oltre 20 anni di attività è ancora questo quello che mi emoziona di più».

Il tuo atelier oggi è un vero e proprio «rifugio» della sposa: lì può trovare ogni cosa, compreso l’abito. Perché allargare così i confini del tuo mestiere? «Negli anni mi sono accorto che ciò che realmente manca agli sposi oggi è il tempo. Non hanno la possibilità di gestire tutta l’organizzazione del matrimonio e spesso girare tra diversi fornitori è un vero e proprio stress; ecco come è nato il mio progetto di brandizzazione della Enzo Miccio srl: ho come obiettivo quello di fornire un servizio Wedding a 360°; dall’organizzazione all’abito, passando per gli allestimenti. Quello di cui vado molto orgoglioso è la mia casa di produzione: un’agenzia composta da architetti, scenografi e illustratori capaci di ricreare da zero qualsiasi tipologia di allestimento e trasformare ogni spazio. Figure trasversali in grado di seguire anche progetti di comunicazione per location e strutture nell’ambito Wedding & Events».

Da qualche anno presenti una linea Bridal che porta il tuo nome. Che stimolo rappresenta? «Anche in questo caso, ho iniziato a creare abiti da sposa per un’esigenza: sempre più spose che si affidavano a me mi chiedevano consigli sul vestito, fin quando non hanno iniziato a chiedermi proprio abiti che portassero la mia firma. Crearli è qualcosa di completamente diverso da un evento o un matrimonio. È un progetto intimo, che coinvolge la sposa e spesso tutta la sua famiglia. Hai il compito di creare un abito che sarà, per chi lo sceglie, il più importante di tutta la sua vita, quindi rappresenta per me un traguardo importantissimo. Ho scelto poi una produzione interamente Made in Italy: chi sceglie il mio abito deve rendersi conto del lavoro di sartoria e dell’amore che c’è dietro ogni semplice cucitura, che capisca che il suo non è un abito in serie, ma un pezzo unico».

Tra le donne che si rivolgono a te, quali sono quelle che ti affascinano di più? «Mi affascinano tutte le donne. Di sicuro, adoro le sfide e trovo affascinante parlare e organizzare l’evento a coloro che non hanno mai pensato di sposarsi, che sono stranite da questa stessa decisione e che non hanno mai nemmeno immaginato il loro grande giorno. Insomma, il meglio è capire i desideri di chi non li ha ancora neppure immaginati».

La prima domanda che fai ad una futura sposa quando la incontri per la prima volta? «Avete già fissato una data? Tralasciando questa, mi interessa capire molto di lei: quali sono i suoi hobby, le sue passioni, se e come immagina il suo grande giorno. Per capire queste cose, di solito pongo delle domande a trabocchetto, cioè che non riguardano strettamente il giorno delle nozze ma che mi consentono di scoprire di più della sposa. Se non fosse così, sarebbe per me impossibile organizzare eventi su misura».

Nei tuoi matrimoni c’è un elemento imprescindibile? «L’allestimento scenografico e floreale. Senza non è un mio matrimonio. Ho elementi che faccio creare appositamente per chi mi sceglie» (scopri gli allestimenti che ha realizzato per il matrimonio Eva Grimaldi e Imma Battaglia!).

Enzo Miccio
L’allestimento di un matrimonio a cura del Wedding Planner Enzo Miccio

Sei stato, in assoluto, il primo Wedding Planner italiano. Hai di fatto portato la professione nel Belpaese, quando ancora era un fenomeno tutto americano. Come pensi sia evoluta fino ad oggi questa figura professionale? «Oggi è qualcosa di molto più noto. Esistono tantissimi Wedding Planner, Wedding Designer, Event Specialist… Di molte professioni nate credo di non conoscere nemmeno il nome corretto! Ciò ha portato i professionisti a specializzarsi e a scegliere determinati ambiti di azione; tuttavia l’evoluzione e la notorietà di questa professione hanno anche un risvolto negativo: gli improvvisati. Avendo un’Accademia ciò che noto è che in pochi sono disposti a fare la sana gavetta, ma formazione e pratica sono fondamentali».

Enzo, non posso non chiudere quest’intervista chiedendoti dei consigli di stile: i tuoi «via libera» e i tuoi «divieti assoluti» per una futura sposa, la sua mamma e le amiche. «Più che divieti, ho consigli assoluti. Alle spose dico di godersi il loro grande giorno, di non stressarsi, di non cercare di controllare tutto e di divertirsi: è il giorno del loro matrimonio e devono cercare di viverlo con gioia. Alle mamme e alle amiche dico di sostenere la sposa, cercando di comprendere anche eventuali crisi isteriche e momenti no. Poi, un piccolo consiglio di stile: care amiche, evitate sempre il bianco (a meno che non sia indicato espressamente nell’invito), i colori troppo forti e gli abiti succinti».

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