Tra analisi e criticità emerse dal territorio, la tappa del WIM Talk 2026 a Parma ha puntato i riflettori su un settore in forte evoluzione, chiamato oggi a fare sistema per esprimere al meglio tutto il suo potenziale. (in cover e nell’articolo, foto via ufficio stampa)
Un confronto concreto, scandito da interventi e confronti e da una partecipazione attenta, ha preso forma al Castello di Tabiano, alle porte di Parma, dove si è svolta la tappa del WIM Tour in Emilia Romagna.
Uno degli appuntamenti più densi di contenuti, che ha riunito professionisti della filiera della Private Events Industry – Wedding Planner, venue, hospitality e fornitori specializzati – trasformando il dibattito in uno strumento di analisi del presente e di costruzione del futuro del settore nella regione.
Istituzioni e professionisti a confronto al WIM Talk Parma 2026
Un incontro attraversato da visioni, quesiti e condivisione di nuovi punti di vista che raccontano come il settore Wedding e degli eventi privati sia in piena trasformazione in Emilia Romagna.
Tra le colline alle porte di Parma, il Castello di Tabiano è stato lo scenario privilegiato del WIM Talk 2026 a Parma che ha acceso un confronto diretto tra professionisti della filiera e istituzioni.

L’incontro ha sottolineato l’importanza dell’Emilia-Romagna, un terreno fertile per la Private Events Industry, ma che richiede oggi – come emerso nel corso dell’incontro – un’evoluzione: passare da sistema efficiente a sistema consapevole, capace di strutturarsi e comunicarsi con maggiore forza anche sui mercati internazionali.
Ad accogliere i partecipanti al Castello di Tabiano, la famiglia Corazza e la Wedding and Event Planner Silvia Bettini, nel ruolo di local producer dell’iniziativa.

«Siamo qui al Castello di Tabiano per un appuntamento di grande valore strategico come il WIM Tour, che rappresenta un’occasione concreta per riflettere sul futuro dello sviluppo territoriale attraverso l’hotellerie e l’industria degli eventi», ha detto Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia, in apertura dei lavori sottolineando il ruolo sempre più centrale della Private Events Industry come leva capace di generare valore diffuso nella regione, non solo economico, ma anche culturale.
«Crediamo fortemente – ha proseguito – nel potenziale di una collaborazione strutturata tra sistema ricettivo, convegnistico ed eventistico, capace di esprimere un’offerta integrata di alta qualità. È proprio in questa sinergia che si può attivare un volano di sviluppo positivo, in cui trovano spazio il design, la capacità progettuale e, più in generale, la migliore espressione dell’italianità».
«Siamo molto felici di aver ospitato qui al Castello di Tabiano il WIM Talk Emilia-Romagna, un momento di confronto concreto e di grande valore per il nostro territorio», ha dichiarato Giacomo Cavazza, General Manager del Castello.
«Le colline parmensi rappresentano una destinazione straordinaria, per molti aspetti ancora da scoprire e valorizzare appieno. Crediamo però che solo attraverso un’organizzazione più sistemica e coordinata tra gli operatori della filiera degli eventi sia possibile fare un vero salto di qualità».
Territorio, networking e formazione: i temi della tappa emiliana del WIM Tour 2026
Cuore pulsante della giornata, come sempre, le tavole rotonde che hanno tracciato con chiarezza i principali argomenti per uno sviluppo del comparto in Emilia Romagna.
Da un lato, è emersa la necessità di una maggiore valorizzazione del territorio: un’area che racchiude eccellenze riconosciute a livello internazionale – dalla Food Valley alla cultura dell’accoglienza – ma che resta ancora, in parte, poco raccontata o comunque non pienamente compresa dalla clientela estera.

Dall’altro, anche questa volta, il tema della coesione tra gli operatori della filiera si è imposto come uno degli snodi più urgenti. La frammentazione continua a rappresentare un limite concreto, ostacolando la costruzione di un sistema competitivo e capace di presentarsi in modo unitario sui mercati globali.
Al centro del confronto anche il tema della formazione dei professionisti, indicata come leva imprescindibile per il futuro della Private Events Industry, intesa non solo come aggiornamento delle competenze, ma anche come definizione di standard condivisi, costruzione di fiducia e contrasto ai fenomeni di improvvisazione che incidono sulla qualità complessiva dell’offerta.
Investire in percorsi strutturati significa, in questa prospettiva, porre le basi per un mercato più solido e per l’ingresso di nuove professionalità realmente qualificate.

Non solo dibattito, spazio anche ai dati WIM Insights
La tappa al Castello di Tabiano ha confermato il valore del format WIM anche come spazio di raccolta di dati qualitativi, destinati ad alimentare il lavoro dell’Osservatorio WIM Insights, sviluppato in collaborazione con l’Università di Siena.
Un approccio che integra dati quantitativi e contributi raccolti direttamente sul campo, costruendo una lettura sempre più articolata della Private Events Industry e mettendo in relazione territori, esperienze e modelli di sviluppo.
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